Romani 7: la guerra interiore — uno studio biblico della Solo Faith Church
In Romani 7 l’apostolo Paolo scrive qualcosa di sorprendentemente sincero: «Perché ciò che faccio io non lo capisco: infatti non faccio quello che voglio». Se ti sei mai ripromesso di cambiare un’abitudine e poi ti sei visto ricaderci subito dentro, capisci esattamente ciò che Paolo descrive. Questo studio biblico del sabato (Shabbat) della Solo Faith Church a Concord, NC, approfondisce Romani 7:12-25, uno dei capitoli più personali di tutta la Scrittura, e trova qualcosa di inaspettato dall’altra parte di quella lotta: la speranza.
Romani 7: la legge è santa, ma mette a nudo il vero problema
Il versetto 12 è diretto: «Così la legge è santa, e il comandamento è santo, giusto e buono» (Romani 7:12, Nuova Riveduta). Questo risponde a una domanda con cui alcuni credenti lottano: è la legge il problema? Tutto ciò che la Scrittura ci dice di non fare lavora davvero contro di noi? Il Pastore Doug è stato chiaro: «Ciò che è santo non è il problema. Ciò che non è santo, quello è il problema». La legge è come uno specchio. Non ti sporca la faccia: ti mostra lo sporco. Il problema non è mai stato il comandamento. Il problema è ciò che vive dentro di noi e continua a cercare ciò che Dio dice di non toccare. Come spiega Paolo al versetto 13, il peccato si è servito di ciò che è buono per produrre la morte, perché apparisse quanto il peccato sia peccaminoso.
La confessione sincera di Paolo: «Ciò che faccio io non lo capisco»
Il versetto 15 è una delle frasi più vicine alla nostra esperienza in tutto il Nuovo Testamento, e viene dall’uomo che ne ha scritto gran parte: «Perché ciò che faccio io non lo capisco: infatti non faccio quello che voglio, ma faccio quello che odio» (Romani 7:15, Nuova Riveduta). Sembra ogni buon proposito di gennaio che non è arrivato a febbraio. Sembra chiunque abbia dato ottimi consigli che non seguiva lui stesso. Il Pastore Doug ha sottolineato quanto sia importante questa ammissione: «La persona che ha scritto il Nuovo Testamento sta dicendo: non capisco nemmeno perché non faccio ciò che so di dover fare». Questa non è debolezza. È onestà. Ed è proprio questo tipo di onestà il punto di partenza di un vero cambiamento. Non puoi affidare a Dio un problema che fingi di non avere.
La distinzione che cambia tutto
Al versetto 17 Paolo fa qualcosa di teologicamente preciso e, nella pratica, liberante: «Allora non sono più io che lo faccio, ma è il peccato che abita in me» (Romani 7:17, Nuova Riveduta). Traccia una linea tra sé stesso e il peccato che agisce dentro di lui. Non è una scusa: è una diagnosi. Il Pastore Doug lo ha spiegato così: se fai questa distinzione, smetti di essere troppo duro con te stesso per ogni fallimento e cominci a riconoscere che dentro di te è all’opera una potenza delle tenebre più forte della sola forza di volontà. Il versetto 18 lo conferma: «Difatti, io so che in me, vale a dire nella mia carne, non abita alcun bene». La carne, con tutti i suoi desideri e le abitudini acquisite, non produrrà santità da sola. Questa non è condanna. È il motivo per cui hai bisogno di qualcosa che va oltre te stesso.
Chi mi libererà? La liberazione per mezzo di Cristo
La domanda di Paolo al versetto 24 — «Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?» — non è disperazione. È una premessa. Il versetto 25 risponde subito: «Grazie siano rese a Dio, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore» (Romani 7:24-25, Nuova Riveduta). Il Pastore Doug ha usato un’immagine molto concreta: la liberazione è come un pacco di Amazon. Qualcosa parte da qui e viene portato fin là. È ciò che Cristo è venuto a fare: portarti dalla natura peccaminosa alla salvezza. «Potete prendervi la mia casa, potete prendervi la mia macchina, potete prendervi il mio lavoro, ma non toglietemi il mio Gesù», ha detto. «Lui è il mio liberatore». Senza quella consegna, senza Cristo a portarti, non c’è modo di arrivare da qui a là con le tue forze. La forza di volontà non può colmare quella distanza. Nemmeno la sola disciplina. Solo Cristo può.
La speranza, e perché sei qui
La conclusione dello studio ha raccolto tutto attorno a una parola: speranza. «Così la fede viene da ciò che si ascolta» (Romani 10:17, Nuova Riveduta). Per questo esiste la Solo Faith Church, al 587 Old Charlotte Rd SW a Concord, NC: per essere un luogo dove la Parola viene spiegata con tanta chiarezza che le persone tornano a casa con l’attesa di ciò che Dio può fare, non solo con la condanna per ciò che hanno sbagliato. Il Pastore Doug ha detto alla comunità: «Il motivo per cui sei qui alla Solo Faith Church è che hai detto: di questo posto mi fido perché nutra la mia speranza». Chastity, collegata a distanza, l’ha detto in modo semplice: «Abbiamo bisogno di Lui ogni giorno. Nella carne non c’è alcun bene, e ogni giorno dobbiamo tendere verso Dio per poter far morire questa carne giorno dopo giorno». Non è pessimismo: è il ritmo della vita cristiana. Tendere verso Dio ogni giorno. Dipendere da Lui ogni giorno. Sperare ogni giorno.
Dal Kenya a Concord: un culto del sabato senza confini
A questo culto del sabato hanno partecipato credenti collegati dal Kenya — il Pastore Samuel Peter, William, Emmanuel e il signor Asiago — e ognuno ha raccontato che cosa significa fidarsi di Dio in situazioni reali e incerte. William ha testimoniato di come si è affidato a Dio durante una malattia di mesi che i medici non riuscivano a identificare. Gli hanno dato un farmaco senza essere sicuri che avrebbe funzionato, e dopo diverse settimane di cure e preghiera è guarito. Emmanuel ha parlato di come si è appoggiato a Dio durante il COVID-19, quando «tante persone stavano perdendo tante persone», e di come rimanere nella Parola lo abbia aiutato ad allontanare paura e ansia. La comunità sta pregando insieme per i fratelli e le sorelle del Kenya, perché l’ebola, che si sta diffondendo nella vicina Uganda, ha suscitato preoccupazione in tutta la regione. Il signor Asiago ha pregato perché il vero Vangelo — non il vangelo della prosperità né alcun falso vangelo, ma Cristo, e Cristo crocifisso — si diffonda ovunque. «Che il popolo di Dio sia pronto per il suo ritorno», ha detto. La portata dei culti online di Solo Faith, da Concord al Kenya, è già di per sé una testimonianza che la speranza arriva lontano.
La Solo Faith Church condivide questo studio biblico perché il discepolato non è un’attività passiva: è ciò che accade quando la Parola di Dio viene spiegata con tanta chiarezza che le persone riconoscono dove si trovano al suo interno. Romani 7 non è un capitolo che condanna. È un capitolo che indica l’unico che può portarti da dove sei a dove Dio vuole che tu sia.
Sei invitato: vieni alla Solo Faith Church questo fine settimana
La Solo Faith Church si riunisce al 587 Old Charlotte Rd SW, Concord, NC 28027, per il culto del sabato (Shabbat) e il culto della domenica alle 13:00, con lo studio biblico il martedì alle 19:00. Vieni così come sei. Unisciti a noi sabato o domenica alle 13:00.
Nota di sostegno alla comunità: questo articolo fa parte dell’iniziativa di giornalismo di comunità della Solo Faith Church, che vuole condividere la Parola e far conoscere il lavoro svolto alla Solo Faith Church a Concord, NC. Il contenuto di questo post è tratto dalla trascrizione di un culto del sabato e di uno studio biblico in diretta, fornita direttamente per la pubblicazione.




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